Padri si nasce o si diventa?
La paternità umana è un’invenzione della società? Jacques Dupuis, vestendo i diversificati e simultanei panni di storiografo, geografo, etnologo ed antropologo, disegna l’esistenza di un’”età aurea” della...
La paternità umana è un’invenzione della società? Jacques Dupuis, vestendo i diversificati e simultanei panni di storiografo, geografo, etnologo ed antropologo, disegna l’esistenza di un’”età aurea” della...
Che cos’è il «prossimo»? Il prossimo non è comprensibile, né perciò giustificabile, a prescindere da Colui che è il Solo, cioè Dio. Lui solo è il Bene, Lui solo è bene.
In base al noto principio di Heisenberg, nel momento in cui osserviamo l’azione umana, essendo carichi di giudizi (ma ogni giudizio non è che un pregiudizio, scrive Nietzsche), modifichiamo il nostro modo di comprendere la realtà, a tal punto che non sappiamo più neanche cosa sia vero o falso.
Crediamo di non essere troppo lontani dalla verità se affermiamo che nella mentalità dell’uomo comune, la realtà è pressoché divisa in due grandi imperi: quello delle relazioni che le cose hanno con altre cose, e quello delle relazioni che le cose hanno con noi.
Il libro I socialfascisti di Antonio Alosco rappresenta una boccata di aria fresca nella troppo spesso stagnante storiografia sul fascismo...
Per un certo periodo, fra l’ultimo quarto dell’Ottocento e gli inizi del secolo successivo, in Europa l'ancor giovane scienza psichiatrica fu protagonista di una vera e propria campagna contro la religione e, soprattutto, contro le sue manifestazioni più eclatanti: le visioni, le estasi, le profezie, insomma tutti quei presunti fenomeni soprannaturali che, da sempre, riempivano di speranza e meraviglia le menti dei fedeli.
"La teoria del potere costituente" di Costantino Mortati (1891-1985) si impose alla riflessione giuridica (e in senso lato politica) di quegli anni come uno degli apporti più ludici e originali e ricchi di origine.
Irenaus Eibesfeldt, fondatore dell’etologia umana, ci diceva nel lontano 1992, nella sua opera L’uomo a rischio, che questa propensione naturale dell’uomo alla crescita materiale è da ricercarsi nella sua programmazione filogenetica.
Se quindi solo nel fare quel che si ama fare l’uomo raggiunge il suo appagamento, la sua pienezza, ogni lavoro, ogni occupazione che non sia gioco, l’uomo deturpa, sfregia, sfigura.