Iside nel mondo celtico: rotte, sincretismi e prove archeologiche
Dalle rotte Delos-Campania alla Senna e al Tamigi, i culti isiaci si diffusero in Gallia, Britannia e regioni germaniche grazie a commerci, esercito e sincretismi con divinità locali. Iside, polionima e pantea, si sovrappose a Matres e ninfe, dai collegi urbani della Narbonense ai culti domestici. Tra prove epigrafiche e reperti, il culto divenne ponte tra Roma, Egitto e tradizioni celtiche fino addirittura all’età napoleonica.
I Greci e Hölderlin
In "Dire l’ignoto", Stefano Piazzese attraversa Hölderlin a partire dal suo rapporto vivo e inquieto con il mondo greco. Le traduzioni di Sofocle, le "Anmerkungen" e "La morte di Empedocle" diventano il luogo in cui tragedia e modernità si incontrano. Il libro mostra come Edipo e Antigone non vadano letti con categorie moralistiche contemporanee, ma dentro una metafisica del limite, dove conoscenza e dolore restano inseparabili.
Plutarco e l’ambivalenza di Eros
In Plutarco, Eros non è semplice passione, ma forza ambivalente: può elevare l’anima verso il divino oppure degenerare in inganno, dominio e violenza. Nell’Erotikos l’amore autentico nasce dall’incontro tra corpo e spirito, desiderio e virtù, Afrodite ed Eros. La grande novità plutarchea è la valorizzazione dell’amore coniugale, inteso come comunione di anime, via di perfezionamento reciproco e partecipazione all’immortale.
Lo sguardo di Eschilo sulla guerra
Nei "Persiani", Eschilo porta in scena la sconfitta di Serse a Salamina e trasforma la guerra in una riflessione universale su colpa, destino e potere. Tra hybris, inganno divino e responsabilità umana, il nemico diventa specchio di sé: nella rovina dei Persiani, i Greci riconoscono la propria identità e la fragilità di ogni grandezza.
L’antica Roma dal punto di vista istituzionale
La storia politico-istituzionale dell'antica Roma
L’eros del pensare
Platone è l’eros del pensare, la sua suprema gioia e il colmo della sua melanconia
Fuori dal mito, dentro il testo: rileggere Antigone
Se c’è un’opera che dimostra quanto la tragedia greca sia capace di parlare attraverso i millenni, questa è sicuramente l’Antigone di Sofocle
Ci vorrebbe un Socrate per ogni stagione
Socrate è sempre lì, che ci insegna
Edipo, le foglie, la condizione umana
I percorsi di Pio Colonnello nei territori di "Essere e tempo", della tragedia attica, dell’immaginario poetico di Eugenio Montale, dell’angelo sopra Berlino di Wim Wenders










