Circa Alberto Giovanni Biuso

Alberto Giovanni Biuso è Professore ordinario di Filosofia teoretica nel «Dipartimento di Scienze Umanistiche» dell’Università di Catania, dove insegna anche Epistemologia e Filosofia delle menti artificiali. Tema privilegiato della sua ricerca è il tempo, in particolare la relazione tra temporalità e metafisica. Si occupa inoltre della mente come dispositivo semantico; della vitalità delle filosofie e delle religioni pagane; delle strutture ontologiche e dei fondamenti politici di Internet; della questione animale come luogo di superamento del paradigma umanistico. Il suo libro più recente è Ždanov. Sul politicamente corretto (Algra Editore, 2024). Il suo sito web è www.biuso.eu

23 02, 2024

Lenin epistemologo

Di Alberto Giovanni Biuso|2024-02-23T15:22:21+01:0023 Febbraio 2024|Letture|

Nel 1909 Lenin affrontò l’intera tradizione idealistica e scettica del pensiero moderno, attaccando una delle loro propaggini contemporanee, la gnoseologia e la filosofia della scienza di Richard Avenarius e di Ernst Mach, l’«empiriocriticismo»

6 01, 2024

Cosmologie

Di Alberto Giovanni Biuso|2024-01-02T10:51:11+01:006 Gennaio 2024|Letture|

di Alberto Giovanni Biuso Dubitare della realtà dello spaziotempo significa essere del tutto immersi in un paradigma idealistico e antropocentrico. Una delle più formidabili prove, questa, dei limiti della metafisica moderna rispetto a quella greca

3 10, 2023

Ovidio: seduzione e felicità

Di Alberto Giovanni Biuso|2023-10-04T09:48:02+02:003 Ottobre 2023|La civiltà greco-romana|

Nel suo poema didascalico dedicato alla seduzione, Ovidio ha tra gli obiettivi – comunque centrale – descrivere un’esperienza razionalizzata dell’amore, nella quale il sentimento è presente, certo, ma in funzione decisamente subordinata al gioco, al piacere, al desiderio e alla finzione

27 06, 2023

Il «Remplacement» di Robert Doisneau

Di Alberto Giovanni Biuso|2023-06-22T14:45:24+02:0027 Giugno 2023|Letture|

Percorrendo le sezioni che compongono questa avvolgente e felice mostra emerge in tutta la sua lievità e tragedia il destino degli spazi, delle città, dei corpi umani, dei loro sorrisi e crucci, delle ironie e delle intenzioni, del tempo che dedicano a sopravvivere (il lavoro) e dei modi di tale sopravvivenza (il lavoro e i suoi frutti nella totalità del tempo)

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