Pensare la scuola
A cura della Redazione
A cura della Redazione
Una lettura della storia della scuola italiana come istituzione strettamente intrecciata ai contesti politici e sociali. Dall’Unità, quando contribuisce alla costruzione dell’identità nazionale, al periodo fascista, alla stagione repubblicana orientata all’uguaglianza, fino alle trasformazioni più recenti legate al mercato del lavoro, emergono finalità diverse e mutevoli. Dalla ricostruzione storica emergono gli elementi per una riflessione sul rapporto tra istruzione e potere e sulla necessità di mantenere al centro il valore del sapere.
Paolo Di Remigio analizza criticamente i presupposti teorici della pedagogia dominante negli ultimi due secoli. L’autore smonta i dogmi del naturalismo pedagogico e del formalismo, mostrando come abbiano contribuito a indebolire il ruolo delle discipline e dell’insegnante. Attraverso un’analisi storica che va da Rousseau al pensiero pedagogico contemporaneo, il volume evidenzia le conseguenze culturali e didattiche di queste idee, offrendo una riflessione sul futuro dell’istruzione.
Scuola e università sono davvero degli spazi ‘sacri’, la cui distruzione – così tenacemente perseguita – va molto oltre l’economia e la politica e tocca la natura stessa dell’umano e del suo essere nel mondo...
Il problema è di prioritaria importanza, culturale, sociale, politica
A scuola per diventare anche responsabili delle proprie scelte, delle proprie azioni
La storia (da quella sociale a quella politico-istituzionale) merita di essere insegnata a scuola? E come? E da quando?
A proposito dell'ultima moda in fatto di esame di maturità
Il problema è che nel sistema scuola la fiducia reciproca tra presidi, insegnanti e famiglie è sotto la soglia minima
Venendo al punto, c’è stata o no questa «cancellazione» della Storia dell’arte nella riforma delle superiori del 2010?
A proposito delle proposte sull'insegnamento della storia contenute nelle "Nuove Indicazioni 2025 - Scuola dell'infanzia e Primo ciclo di istruzione Materiali per il dibattito pubblico", presentate dalla Commissione ministeriale presieduta da Ernesto Galli della Loggia