Pensare la scuola

A cura della Redazione

Le discipline al centro, ma svuotate

Le nuove Indicazioni Nazionali sembrano restituire centralità alle discipline e ai contenuti. Ma è davvero così? Forse dietro questa apparente rivalutazione, continua ad agire una concezione tecnocratica della scuola, nella quale i saperi disciplinari diventano strumenti subordinati all’acquisizione di competenze, soft skills e metacognizione. Il rischio è una centralità solo proclamata, mentre il valore formativo delle discipline viene progressivamente svuotato.

By |2026-09-20T12:43:54+02:0019 September 2026|Pensare la scuola|

Scuola disinteressata e aperitivi

La scuola deve preparare al lavoro o formare persone capaci di comprendere il mondo? A partire da Gramsci, Monti e Gobetti, la recensione di Contro la scuola neoliberale, volume curato da Mimmo Cangiano, riflette sulla progressiva subordinazione dell’istruzione alle esigenze economiche. Contro la riduzione della conoscenza a competenza spendibile, il libro rivendica il valore della cultura disinteressata, indispensabile anche per contrastare la cristallizzazione delle differenze sociali.

By |2026-09-10T22:55:55+02:0012 September 2026|Pensare la scuola|

La scuola e il senso religioso

Che cosa significa parlare di religione in una scuola laica? Per Maria Maltoni non significava impartire un insegnamento dogmatico, riservato alla Chiesa, ma educare alla bontà, alla giustizia e alla forza dello spirito. La sua pedagogia incontra così quella di Louis Germain, il maestro di Camus, e le riflessioni di Croce e Sciascia: anche per chi non crede, educare vuol dire trasmettere una passione “religiosa” per i valori che rendono migliore la vita propria e quella degli altri.

By |2026-09-08T12:14:15+02:008 September 2026|Pensare la scuola|

Calligrafia, pratica quotidiana della bellezza dei segni

La calligrafia non è un vezzo nostalgico, ma una pratica educativa capace di unire disciplina, sensibilità estetica e rispetto per chi legge. Imparare a scrivere in modo armonioso significa misurarsi con forme che ci precedono, acquisire una grammatica comune e trasformarla in espressione personale. Una scuola che si limiti ad adeguarsi alle difficoltà degli alunni rinuncia alla propria funzione: educare significa anche chiedere di più, aprendo possibilità che altrimenti resterebbero inespresse.

By |2026-07-23T15:08:19+02:0023 July 2026|Pensare la scuola|

Il docente di Religione oggi. Una riflessione a partire dal terzo meeting nazionale

Il terzo meeting nazionale degli insegnanti di Religione Cattolica, svoltosi a Roma con Papa Leone XIV, ha rilanciato il ruolo dell’IRC come spazio di dialogo, ascolto e ricerca di senso. Il docente di Religione è chiamato oggi a formare il pensiero critico, accompagnare i giovani nelle grandi domande della vita e costruire ponti tra fede, cultura e cittadinanza. Attraverso competenza, testimonianza e metodologie innovative, l’IRC può diventare un autentico laboratorio di umanità e speranza.

By |2026-05-28T19:34:44+02:0029 May 2026|Pensare la scuola|

Scuola senz’anima. Perché la filosofia deve tornare a educare

Una riflessione critica sul sistema educativo contemporaneo a partire dal volume di Salvatore Grandone. Tra il confronto con Giovanni Gentile e il recupero della filosofia come pratica trasformativa, emerge un’analisi lucida della “scuola delle competenze”, sempre più vicina a un modello aziendale. Di fronte al crescente disagio giovanile, il libro propone di restituire alla scuola una funzione formativa e quasi terapeutica, capace di formare non solo lavoratori, ma persone.

By |2026-06-14T19:49:16+02:0010 May 2026|Pensare la scuola|

Lombardo Radice contro il “metodo”: storia di una resistenza pedagogica

Un volume di Emilio Conte ricostruisce la collaborazione tra Lombardo Radice e il gruppo cattolico di «Scuola Italiana Moderna», evidenziando il confronto tra pedagogia attiva e tradizione neotomista. Attraverso fonti anche inedite emergono tensioni culturali, politiche e didattiche nel contesto del fascismo. Lombardo Radice si distingue per autonomia critica e centralità del rapporto educativo maestro-allievo, opponendosi al metodismo e allo scientismo pedagogico.

By |2026-05-06T23:20:15+02:006 May 2026|Pensare la scuola|

A cosa serve la scuola? Una rilettura della sua storia

Una lettura della storia della scuola italiana come istituzione strettamente intrecciata ai contesti politici e sociali. Dall’Unità, quando contribuisce alla costruzione dell’identità nazionale, al periodo fascista, alla stagione repubblicana orientata all’uguaglianza, fino alle trasformazioni più recenti legate al mercato del lavoro, emergono finalità diverse e mutevoli. Dalla ricostruzione storica emergono gli elementi per una riflessione sul rapporto tra istruzione e potere e sulla necessità di mantenere al centro il valore del sapere.

By |2026-04-17T15:02:29+02:0016 April 2026|Pensare la scuola|

Per una critica della pedagogia naturalistica

Paolo Di Remigio analizza criticamente i presupposti teorici della pedagogia dominante negli ultimi due secoli. L’autore smonta i dogmi del naturalismo pedagogico e del formalismo, mostrando come abbiano contribuito a indebolire il ruolo delle discipline e dell’insegnante. Attraverso un’analisi storica che va da Rousseau al pensiero pedagogico contemporaneo, il volume evidenzia le conseguenze culturali e didattiche di queste idee, offrendo una riflessione sul futuro dell’istruzione.

By |2026-03-08T14:09:47+01:008 March 2026|Pensare la scuola|
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