Pensare la scuola
A cura della Redazione
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Una riflessione critica sul sistema educativo contemporaneo a partire dal volume di Salvatore Grandone. Tra il confronto con Giovanni Gentile e il recupero della filosofia come pratica trasformativa, emerge un’analisi lucida della “scuola delle competenze”, sempre più vicina a un modello aziendale. Di fronte al crescente disagio giovanile, il libro propone di restituire alla scuola una funzione formativa e quasi terapeutica, capace di formare non solo lavoratori, ma persone.
Un volume di Emilio Conte ricostruisce la collaborazione tra Lombardo Radice e il gruppo cattolico di «Scuola Italiana Moderna», evidenziando il confronto tra pedagogia attiva e tradizione neotomista. Attraverso fonti anche inedite emergono tensioni culturali, politiche e didattiche nel contesto del fascismo. Lombardo Radice si distingue per autonomia critica e centralità del rapporto educativo maestro-allievo, opponendosi al metodismo e allo scientismo pedagogico.
Una lettura della storia della scuola italiana come istituzione strettamente intrecciata ai contesti politici e sociali. Dall’Unità, quando contribuisce alla costruzione dell’identità nazionale, al periodo fascista, alla stagione repubblicana orientata all’uguaglianza, fino alle trasformazioni più recenti legate al mercato del lavoro, emergono finalità diverse e mutevoli. Dalla ricostruzione storica emergono gli elementi per una riflessione sul rapporto tra istruzione e potere e sulla necessità di mantenere al centro il valore del sapere.
Paolo Di Remigio analizza criticamente i presupposti teorici della pedagogia dominante negli ultimi due secoli. L’autore smonta i dogmi del naturalismo pedagogico e del formalismo, mostrando come abbiano contribuito a indebolire il ruolo delle discipline e dell’insegnante. Attraverso un’analisi storica che va da Rousseau al pensiero pedagogico contemporaneo, il volume evidenzia le conseguenze culturali e didattiche di queste idee, offrendo una riflessione sul futuro dell’istruzione.
Scuola e università sono davvero degli spazi ‘sacri’, la cui distruzione – così tenacemente perseguita – va molto oltre l’economia e la politica e tocca la natura stessa dell’umano e del suo essere nel mondo...
Il problema è di prioritaria importanza, culturale, sociale, politica
A scuola per diventare anche responsabili delle proprie scelte, delle proprie azioni
La storia (da quella sociale a quella politico-istituzionale) merita di essere insegnata a scuola? E come? E da quando?
A proposito dell'ultima moda in fatto di esame di maturità
Il problema è che nel sistema scuola la fiducia reciproca tra presidi, insegnanti e famiglie è sotto la soglia minima