Letture
Ernst Jünger, o della libertà suprema
Non credo esista uno scrittore che
Proust e il suo tempo
Con questa sua ennesima fatica proustiana uscita lo scorso anno e ora tradotta in italiano Jean-Yves Tadié, probabilmente il massimo studioso vivente dello scrittore parigino, tratteggia un sintetico ma eccellente itinerario di ciò che è esterno...
A cinquant’anni dalla scomparsa di Santo Calì: omaggio all’intellettuale etneo
C’è tuttora spazio, a mio avviso, per la riparazione di qualche torto, per esempio quello fatto da tutti o quasi tutti gli studiosi e gli antologisti al siciliano Santo Calì, poeta assai più complesso e robusto, secondo me, dei suoi più celebrati conterranei...
Le vicende di Francesco Janis
rancesco nacque probabilmente verso la metà del xv secolo e, dopo aver compiuto gli studi di humanae litterae nella città natale, come molti giovani delle famiglie facoltose si laureò in giurisprudenza all’Università di Padova: «Procacciatosi fama di valente giureconsulto e di facondo oratore...
Ancora su Girard e dintorni
È evidente che ogni teoria, soprattutto se funziona bene, rischia di essere applicata un po’ a tutto. È il destino delle grandi idee come è quella del capro espiatorio di René Girard.
Nietzsche sbucò dalla penna di Dostoevskij
L’ateismo. Nietzsche ne soffrì il peso, se ne fece carico e ne fu infine travolto e schiacciato. Dostoevskij prima lo assorbì, poi lo rigettò ingaggiando una sfida che produsse bellezza e, con essa, salvezza. La bellezza imperitura dei romanzi della sua maturità artistica. Ma di quale ateismo stiamo parlando?
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