Letture
Dalla rivoluzione degli anni ’60 alla controrivoluzione populista
Secondo Giovanni Orsina in "Controrivoluzione. La storia politica del nostro tempo", dagli anni Sessanta l’Occidente vive una «rivoluzione dal volto umano» che sposta l’emancipazione dall’ambito politico a quello etico, giuridico ed economico. Nasce così l’«ordine storico radicale» fondato su individuo, diritti, morale universalistica e mercato. Gli anni Novanta ne segnano il trionfo con la cultura dell’«et-et» e la fiducia nel progresso. Nel XXI secolo però questo paradigma entra in crisi, lasciando spazio alla controrivoluzione populista: ritorno del conflitto tra astratto (élite cosmopolite) e concreto (comunità radicate). Orsina invita a un realismo liberale classico, lontano da utopie rivoluzionarie di ogni segno.
Bezzecca, il patriottismo di Garibaldi contro ogni nazionalismo
A centosessant’anni dalla battaglia di Bezzecca, il coraggio dei volontari garibaldini torna a interrogare il significato della patria. Diversamente dal nazionalismo, che afferma la superiorità di una nazione sulle altre, il patriottismo risorgimentale univa indipendenza, libertà e vocazione universale. La vittoria del 21 luglio 1866 e il successivo «Obbedisco» di Garibaldi raccontano una patria conquistata con il sacrificio, ma posta al servizio di un ideale democratico e umanitario.
Iside nel mondo celtico: rotte, sincretismi e prove archeologiche
Dalle rotte Delos-Campania alla Senna e al Tamigi, i culti isiaci si diffusero in Gallia, Britannia e regioni germaniche grazie a commerci, esercito e sincretismi con divinità locali. Iside, polionima e pantea, si sovrappose a Matres e ninfe, dai collegi urbani della Narbonense ai culti domestici. Tra prove epigrafiche e reperti, il culto divenne ponte tra Roma, Egitto e tradizioni celtiche fino addirittura all’età napoleonica.
Il silenzio della verità: dall’Io sono al naufragio della ragione
Che cos’è la verità? A partire dal silenzio di Cristo dinanzi a Pilato, si può individuare una via per pensare il nesso tra esistenza e ontologia. La verità non appare come oggetto da possedere, ma come esperienza da abitare: risveglio dell’essere, distacco dall’io empirico, naufragio della ragione dinanzi al mistero dell’esistente. Tra Pessoa, Schelling e Jaspers, il filosofare emerge come esercizio di morte e apertura alla trascendenza.
Le donne tra guerra e pace: una presenza rimossa dalla storia
In "Donne e uomini. Pace e guerra", Fiorenza Taricone ricostruisce la presenza rimossa delle donne nei conflitti e nei movimenti pacifisti, mostrando l’insufficienza dello stereotipo che le vuole “naturalmente” estranee alla guerra. Da Bertha von Suttner alle pacifiste dell’Aia, dalle amazzoni rivoluzionarie alla Resistenza, emerge una storia complessa: donne combattenti, mediatrici, teoriche e costruttrici di pace, spesso escluse dalla memoria pubblica.
Getsemani, la fede davanti alla notte dell’uomo
Nel Getsemani, Gesù non appare come un eroe impassibile, ma come un uomo fragile, angosciato, prossimo alla morte. A partire dalla lettura di Antonio Sichera, il testo attraversa Vangeli, Dostoevskij, Kierkegaard e Camus per interrogare il cuore più difficile del cristianesimo: credere nella vita quando il male sembra avere l’ultima parola.
![]()






