Letture
Roberto Esposito e il fascismo come “macchina metafisica”
Il filosofo Roberto Esposito interpreta il fascismo come una “macchina metafisica” capace di generare consenso unendo opposti: rivoluzione e tradizione, ordine e anarchia, vita e morte. Questa logica totalizzante ingloba e svuota le ideologie rivali, trasformandole in un sistema contraddittorio ma potente. Il fascismo emerge così non solo come fenomeno storico, ma come dinamica profonda del potere, ancora oggi capace di esercitare attrazione e inquietudine.
Il ribelle dimenticato: la vita estrema di Pacciardi
Un ragazzo del 1899, tre medaglie al valore, l’esilio, la Spagna in fiamme, la politica italiana del dopoguerra. La vita di Randolfo Pacciardi attraversa guerre, ideologie e passioni, incrociando figure come Ernest Hemingway e Martha Gellhorn. Dal fronte di Guadalajara ai palazzi del potere, emerge il ritratto di un uomo libero, scomodo, mai allineato. Una storia intensa, tra eroismo, contraddizioni e memoria.
Contro la deificazione del mercato
Che cos’è davvero il neoliberismo? E soprattutto: esiste davvero? Un libro di Alberto Mingardi affronta uno dei termini più controversi del dibattito contemporaneo. Tra dati, paradossi e slittamenti concettuali, emerge una difesa del mercato con punti di forza ma che lascia anche intravedere problemi e tensioni meritevoli di riflessione critica.
Guerre spaziali: la nuova frontiera dei conflitti globali
In un recente volume, Valentina Chabert analizza l’evoluzione della competizione spaziale, dalla Guerra fredda alla nuova era dominata anche da attori privati. Lo spazio diventa così un campo strategico per il controllo delle informazioni, delle risorse e delle orbite terrestri. Tra innovazione tecnologica, interessi economici e rivalità geopolitiche, emerge un sistema in cui Stati e imprese collaborano e competono, ridefinendo gli equilibri globali e aprendo scenari inediti per il futuro dei conflitti.
Žižek, Trump e il fascismo liberale: la crisi finale del liberalismo?
Nel suo ultimo lavoro, Slavoj Žižek interpreta il trumpismo non come rottura ma come radicalizzazione del liberalismo contemporaneo. Attraverso una lettura psicoanalitica e politica, il filosofo introduce la categoria di “fascismo liberale”, mettendo in discussione il legame tra democrazia e liberalismo. Tra critica alla sinistra, analisi del populismo e scenari futuri, emerge un quadro inquietante: la crisi irreversibile dello Stato moderno e la necessità di ripensare la politica su scala globale.
Giolitti tra liberalismo, critica e nazionalismo
Una lettura dell’età giolittiana attraverso le interpretazioni di Benedetto Croce, Gaetano Salvemini e Gioacchino Volpe. Croce valorizza l’equilibrio del sistema liberale, Salvemini ne denuncia i limiti e le derive autoritarie, mentre Volpe sottolinea l’insufficiente apertura al nazionalismo. Il confronto tra queste prospettive consente di restituire un quadro articolato dell’Italia dei primi del Novecento e di comprenderne il ruolo nella crisi del liberalismo europeo e nell’avvento del fascismo.
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