Letture
Amendola contro il precipizio. Il liberalismo che sfidò il fascismo
A cent’anni dalla morte di Giovanni Amendola, "Un’idea d’Italia liberale" ripropone i discorsi politici (1919-1923) del grande antifascista. Tra crisi dello Stato, ascesa dei partiti di massa e violenza squadrista, emerge il progetto di un liberalismo nazionale fondato su responsabilità, partecipazione e primato delle istituzioni. Una riflessione ancora attuale sul destino della democrazia italiana e sulle fragilità che aprirono la strada al fascismo.
Tempo senza storia: l’Europa tra presente vuoto e futuro senza attesa
Non basta che accadano eventi perché vi sia storia: serve un senso che li ordini. Oggi il tempo oscilla tra presentismo, che svuota l’esperienza, e una tensione escatologica che sacrifica il presente al futuro. In entrambi i casi la storia si dissolve. Riprendendo Cullmann, il tempo torna abitabile solo se articolato tra un “già” e un “non ancora”. Per l’Europa, ciò implica riscoprire nel proprio passato una promessa ancora operante, capace di orientare il presente.
Autodistruzione della democrazia? Habermas e Derrida a confronto
Dopo l’11 settembre, Jacques Derrida interpreta la democrazia come sistema “autoimmunitario”, capace di autodistruggersi in nome della propria difesa. In dialogo con Jürgen Habermas, il saggio analizza la crisi dello spazio pubblico tra violenza, comunicazione distorta e nuovi media. Tra regressione deliberativa e derive autoritarie, emerge un interrogativo cruciale: la democrazia può ancora fondarsi sulla forza della ragione, o è destinata a cedere alla logica della forza?
La meritocrazia è un mito? La critica dimenticata di Louis Blanc
Il dibattito sulla meritocrazia attraversa la storia del pensiero politico tra visioni opposte: da un lato criterio equo di selezione, dall’altro strumento di legittimazione delle diseguaglianze. L’articolo ricostruisce il contributo critico di Louis Blanc, che, pur riconoscendo il valore delle competenze, ne rifiuta l’assolutizzazione e denuncia i rischi di una nuova aristocrazia del talento. Una riflessione che, tra Saint-Simon, Proudhon e Marx, resta attuale nel valutare limiti e possibilità del sistema meritocratico contemporaneo.
Costruire il passato, costruire il regime: il fascismo e la storia
Il volume "Il fascismo e la storia", curato da Paola S. Salvatori, indaga il rapporto tra regime e passato, mostrando come l’uso della storia non fosse solo propaganda, ma strumento di auto-legittimazione. Attraverso saggi che spaziano dall’antichità alla contemporaneità, emerge un fascismo impegnato a costruire una propria genealogia, oscillando tra rottura rivoluzionaria e continuità storica. Il libro restituisce la complessità di un laboratorio culturale attraversato da tensioni, ma coerente nel tentativo di fondare una propria filosofia della storia.
Il “centro”: quello vero e quello falso
Nel 1923, in un contesto segnato dall’ascesa del fascismo, Luigi Sturzo definisce il centrismo come una posizione autonoma, alternativa tanto agli estremismi quanto al semplice equilibrio tra destra e sinistra. Il centro non è mediazione opportunistica, ma metodo riformatore, fallibilista e fondato sul pluralismo. Rifiuta ogni pretesa di verità assoluta e ogni deriva totalizzante, ponendo al centro la dignità della persona e il principio di sussidiarietà, come base di una società libera e articolata.
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