Letture
Futurismo tra Italia e Russia
Nel 1925, sullo sfondo della grande Esposizione internazionale parigina, Filippo Tommaso Marinetti e Vladimir Majakovskij si incontrano in un’Europa attraversata da rivoluzioni artistiche e politiche. Nel libro di Gino Agnese quell’episodio diventa la chiave per ricostruire rapporti, tensioni e contaminazioni tra futurismo italiano, avanguardia russa, fascismo e mondo sovietico. Una recensione di Marinetti/Majakovskij. 1925. I segreti di un incontro.
Quando l’IA divora i libri
Un’inchiesta di 404 Media ha documentato una pratica inquietante: libri acquistati in blocco, privati della rilegatura, scansionati per l’addestramento dell’IA e poi distrutti. Non è semplice digitalizzazione, ma una trasformazione radicale del libro da oggetto culturale a serbatoio di dati. Che cosa resta della memoria materiale quando il testo sopravvive, ma il volume scompare? E quale ruolo dovranno assumere le biblioteche di conservazione?
Antonio Martino e la religione della libertà
Che cosa resta del liberalismo “senza aggettivi” di Antonio Martino? La recente riedizione di Semplicemente liberale ripropone una visione radicalmente fondata sulla libertà individuale, sul mercato e sulla diffidenza verso lo Stato. Ma la storia economica italiana invita anche a interrogare i limiti di quella impostazione. Una recensione tra Friedman, Hayek, Minghetti, Iri e ruolo pubblico nello sviluppo.
L’Europa a metà del guado. A margine di un articolo di Giovanni Orsina
L’Europa deve scegliere tra ritorno agli Stati nazionali e fuga federalista? Il dilemma è forse mal posto. Partendo da una recente riflessione di Giovanni Orsina, l’articolo sostiene che gli Stati restano il luogo essenziale della politica democratica, ma che proprio per questo occorre rafforzare una costruzione sovranazionale capace di agire in politica estera, difesa, industria e fisco. Non uno Stato europeo che cancelli le nazioni, ma una federazione di Stati-nazione.
Orwell e la libertà contro il potere
Pubblicato nel 1945, "La fattoria degli animali" resta una delle più efficaci allegorie della degenerazione del potere rivoluzionario. Attraverso la parabola dei maiali che, dopo aver abbattuto il padrone, ne riproducono progressivamente privilegi e violenza, Orwell mostra i meccanismi della tirannia: concentrazione del potere, manipolazione del linguaggio, riscrittura del passato, conformismo. Una lettura dell’opera alla luce della tradizione liberale.
La democrazia è sopravvalutata? Riflessioni sull’eredità di Tocqueville
Dalla “necessità della politica” di Carlo Galli alle inquietudini già individuate da Tocqueville: la crisi delle democrazie liberali non riguarda soltanto istituzioni e procedure, ma anche l’uomo democratico, le sue paure, il bisogno di sicurezza, il risentimento e la tentazione della delega. Un percorso attraverso liberalismo, postdemocrazia e nuovi autoritarismi per chiedersi se la vulnerabilità dei cittadini sia soltanto una debolezza o possa diventare la premessa di una nuova responsabilità democratica.
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