Letture
Baudelaire, il figlio ribelle della metropoli
È evidente che un figlio importante della metropoli moderna, che ha nella Londra e nella Parigi dell’Ottocento le sue prime incarnazioni storiche, è il proletariato. Si pensi solo alle pagine, analitiche e appassionate, che Friedrich Engels dedica alla condizione delle classi lavoratrici nell’Inghilterra vittoriana e che costituiscono una sorta di premessa morale...
Sulla libertà non si smette di riflettere: rileggendo John Stuart Mill
Il Saggio sulla libertà (titolo originale: On Liberty) fu pubblicato da John Stuart Mill nel 1859, cioè ben oltre un secolo e mezzo fa, ma ciò nonostante è di un’attualità sconcertante. Credo che il termine “sconcertante” sia appropriato: siamo abituati a pensare al XIX secolo come ad un’epoca arcaica...
Il romanzo di formazione: l’importanza dei riti di passaggio
Il periodo difficile che stiamo vivendo da oltre un anno, dovuto all’irrompere nelle nostre vite di un virus insidioso e ancora difficilmente gestibile, è un tempo ingrato per tutti. Non v’è dubbio alcuno. Inutile far l’elenco delle tante categorie di persone coinvolte, dei devastanti riflessi sull’economia, delle conseguenze...
Le radici giuridiche e teologiche dell’idea di potenza
In questo libro, il filosofo del diritto e studioso del pensiero giuridico e politico Emanuele Castrucci discute uno dei concetti più importanti nella storia della cultura occidentale: quello di potenza. L’analisi di tale concetto è svolta da una prospettiva che coincide con quella della teologia politica ed è volta a privilegiarne le ricadute in chiave giuridico-politica...
La dottrina Breznev: tra esigenze pratiche e contraddizioni interne
Di solito, come principale enunciazione della dottrina Breznev, si cita un discorso che l’allora segretario del partito comunista dell’Urss tenne il 12 novembre 1968 al V Congresso del partito operaio unificato polacco. In quella occasione, egli dichiarò che...
Educare al pensiero critico: l’invenzione della storia
Ricercare la storia intesa come origine o come celebrazione della propria civiltà non ha alcun significato per un giovane studioso, in quanto lui non ha, solitamente, perduto niente. Il giovane è innocente, non ha colpe, non ha memoria, non deve venerare una storia remota a cui debba credere...
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