Letture
Quando Gentile incontrò Marx
La dissertazione con cui Giovanni Gentile ottenne nel 1897 l’abilitazione all’insegnamento nei licei rivela un momento decisivo nella formazione del suo pensiero. Un volume curato da Glauco Saffi ripropone questo testo giovanile, in cui il filosofo si confronta con il materialismo storico di Marx criticandone il determinismo economico e rivendicando l’autonomia dello spirito. L’edizione illumina così le origini della successiva elaborazione dell’attualismo e il ruolo del marxismo nel dibattito filosofico italiano di fine Ottocento.
Per una filosofia della scienza anarchica
Alberto Giovanni Biuso presenta una concezione della scienza fondata su pluralismo, libertà metodologica e rifiuto del dogma. Ispirandosi anche all’anarchismo epistemologico di Feyerabend, Biuso propone una scienza nomade e antidogmatica, inserita nel divenire della materia e del tempo. Tra cosmologia, epistemologia e critica dello specialismo, emerge una visione filosofica della conoscenza come pratica pluralista, critica e consapevole dei propri limiti. La verità non è un sistema chiuso ma un processo aperto, che attraversa tempi, prospettive e linguaggi diversi. Ne deriva una filosofia della scienza libertaria e anti-dogmatica, capace di interrogare anche il posto dell’umano nel cosmo.
Malaparte e Jünger: guerrieri disarmati, profeti disattesi
Malaparte e Jünger, coetanei e reduci della Grande Guerra, vissero il fronte come rivelazione ma ne trassero visioni opposte. Il primo, immerso nel fango delle trincee, trasformò l’esperienza in denuncia e rivolta contro generali e ideologie tradite. Il secondo, forgiato nell’acciaio dell’assalto, vide nella guerra una prova interiore, estetica e formativa. Entrambi attratti e feriti dal mito eroico, finirono ai margini dei regimi che avevano sfiorato, testimoni disincantati di un secolo violento.
Lettura filosofica di Marc Chagall
A quarant’anni dalla morte di Marc Chagall, la sua opera continua a interrogare il rapporto tra arte, fede e storia. Dalle grandi composizioni bibliche alle scene intime e visionarie, il pittore russo-francese intreccia simbolo e poesia, trasformando il colore in racconto e la tela in spazio di rivelazione. La sua pittura, sospesa tra sogno e memoria, apre uno sguardo capace di oltrepassare il visibile e restituire all’uomo un orizzonte di speranza.
L’austero fascino (e i problemi) del pluralismo democratico
In un contesto caratterizzato da frammentazione partitica, volatilità elettorale e indebolimento delle culture politiche tradizionali, l’incapacità dei principali partiti di sintetizzare il pluralismo interno si riflette in una più generale crisi della rappresentanza e della governabilità...
Tra intuizione e chiarezza: Keyserling e l’anima doppia dell’Europa
La figura di Hermann Alexander Graf von Keyserling (1880-1946) occupa una posizione singolare nel panorama intellettuale europeo del primo Novecento, una posizione che non si lascia facilmente ricondurre né alla tradizione sistematica della filosofia accademica né alla pura scrittura letteraria o morale...
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