La Bibbia a scuola? Parliamone grazie a Dante
All’interno della scuola italiana la Bibbia dovrebbe occupare uno spazio ampio e determinato magari rientrando tra i testi da proporre per una crescita globale e integrale della personalità dei discenti
All’interno della scuola italiana la Bibbia dovrebbe occupare uno spazio ampio e determinato magari rientrando tra i testi da proporre per una crescita globale e integrale della personalità dei discenti
Per chi voglia giudicare da sé, di persona, o comunque conoscere meglio la vita, l’epoca e sopra tutto le opere di Pietro di Cristoforo Vannucci (questo è il vero nome del Perugino) ora viene offerta un’occasione oserei dire irripetibile
È dunque una prospettiva concettuale che abbiamo in oggetto, raccontare la storia dell’arte come la narrazione che l’umano compie di sé in relazione al sacro, al potere, al dominio e alla redenzione
In memoria di Sergio Caruso (1946-2021) e Mario Graziano Parri (1936-2021).
La tesi che vorrei sostenere è che la guerra non esiste più come istituzione sociale determinata
Giusto un secolo fa Enrico Morselli, uno dei massimi psichiatri italiani della prima metà del Novecento pubblicava un volume, L’uccisione pietosa, dedicato all’eutanasia considerata non soltanto da un punto di vista medico e morale, ma anche eugenetico
pensare che abolendo i voti serva ad aiutarli ad affrontare la scuola con maggior convinzione e sicurezza mi sembra una enorme sciocchezza. Di tutto hanno bisogno i nostri adolescenti e giovani salvo abituarli a non fare i conti con la realtà, soprattutto quando è fatta anche di difficoltà, alle quali finiamo per cedere se chi dovrebbe educarci ci aiuta a scansarle
Oggi più che mai si fa sentire la mancanza di figure come De Gasperi e Adenauer alla guida dell’Europa. All’assenza di leadership politica si aggiunge un deficit di visione strategica, di pensiero davvero capace di configurare uno spazio pubblico europeo dotato di una precisa identità, culturalmente plurale ma unita a livello decisionale su pochi ma decisivi punti chiave
Ma perché questa ritrosia e fatica ad affermare la realtà, a farci imporre il metodo dall’oggetto? Cos’è che ci suscita così tanta avversione da indurci piuttosto a preferire una lotta contro l’evidenza che ci vede inevitabilmente perdenti già in partenza?
Angelo Colocci, un umanista da riscoprire