Il “mondo multipolare” e il beverone ideologico-filosofico
Leggendo un articolo di Dugin, l'ideologo di Putin, tutto appare chiaro ed è proprio tempo di guardare in faccia il Frankenstein che s'aggira tra Oriente e Occidente
Leggendo un articolo di Dugin, l'ideologo di Putin, tutto appare chiaro ed è proprio tempo di guardare in faccia il Frankenstein che s'aggira tra Oriente e Occidente
Che cosa scriverebbe oggi, duecento anni dopo, il nobile normanno se tornasse in America?
In margine ad una conferenza tenuta da Alessandro Barbero e trasmessa su La7
Cento anni fa un omicidio politico segnava in modo definitivo il destino tragico dell'Italia per i successivi vent'anni. L'esempio di un uomo e del suo pensiero. Giacomo Matteotti da rileggere e ripensare oggi
Antifascista, anticomunista, liberale e conservatore, l'originale sguardo di Mario Vinciguerra sull'Italia dei partiti dal Risorgimento agli anni '60
Intervista all'autore del volume "L’occupazione italiana in URSS. La presenza fascista fra Russia e Ucraina (1941-1943)"
È il caso di rimodulare l’agenda filosofica: “verità”, “persona”, “storia”, “libertà”, “democrazia”, sono solo alcuni dei temi che attendono di essere ripensati. Ancora una volta? Sì, ancora una volta. Le grandi questioni, infatti, diceva Nicolás Gómez Dávila, non hanno una soluzione, hanno una storia
Istituzioni e uomini, recita l’eloquente sottotitolo del volume di Gerardo Nicolosi, studioso consapevole dell’importanza del fattore umano nell’analisi della storia, specialmente di realtà organizzative e operative in settori cruciali della convivenza interna ed internazionale quale è la diplomazia, chiamata da sempre ad essere depositaria delle competenze tecniche atte a definire e preservare l’interesse generale di una comunità statale
Curiosamente nessuno storico pare si sia posto una domanda piuttosto banale sul fatto che, a poco più di un anno di distanza dalle previste elezioni politiche nella primavera del 1924
Il “caso” (semmai lo sia stato davvero, un caso) di Violet Gibson, ovvero di uno dei diversi attentati contro Benito Mussolini avvenuti fra il 1925 e il 1926, è un indicatore significativo di uno dei modi “classici” in cui il mondo della medicina possa incrociare quello della politica, così come quello della giustizia