Hannah Arendt, a cinquant’anni dalla morte
Cinquant'anni fa ci lasciava Hannah Arendt, ma non il suo pensiero
Cinquant'anni fa ci lasciava Hannah Arendt, ma non il suo pensiero
Riprendersi la memoria è un atto necessario: non per rivendicare uno spazio identitario, ma per ristabilire il nesso tra passato e presente, allentato progressivamente da un'adeguata liturgia civile
Due libri di Pierluigi Battista, tra passato e presente
A proposito di un recente editoriale apparso su "la Repubblica"
La seconda puntata del nostro esclusivo viaggio-reportage ai confini orientali dell'Europa
Un documentario del 1968 da rivedere. Valido ieri come oggi
Rileggere oggi Davide, discolpati! può fornire un’ottima bussola per orientarsi nel mare magnum delle notizie che arrivano tutti i giorni dal Medio Oriente
I nostri giudizi sono per lo più costruiti per accumulo di tanti giudizi più piccoli di assenso fiduciale (che non vuol dire irrazionale), una sorta di catena: raggiunto un determinato numero di anelli che puntano concordemente in una certa direzione, affermiamo, con un atto che coinvolge la nostra intera soggettività: «È così!». Il negazionista ideologico o il propagandista, però, ignorano o fingono di ignorare questo meccanismo fondamentale e puntano a indebolire uno o più anelli della catena, per spezzare la catena nel suo complesso
La proiezione del testo singeriano conserva un proprio spirito, identificabile in quella commistione, tutta europea, di speranza e tragedia
Quando fu coniato il termine "antisemitismo" e si posero le basi della successiva persecuzione nazista