Circa Carlo Marsonet

Carlo Marsonet ha studiato Scienze internazionali e diplomatiche presso l’Università di Genova e l’Università di Bologna, sede di Forlì. È PhD candidate in Politics: History, Theory, Science alla Luiss Guido Carli, Roma. Scrive sul blog della Fondazione Luigi Einaudi e collabora con Mente Politica. Ha pubblicato: Democrazia senza comunità. Il populismo quale reazione collettivistica alla modernità, in «Rivista di politica», n. 3/2018, pp. 59-70.
17 08, 2020

Sul malessere democratico e noi

Di |2020-08-18T11:49:20+02:0017 Agosto 2020|Letture|

Si sente dire spesso e un po’ ovunque che la democrazia è in crisi. Ma in quale senso sarebbe in crisi? E perché? Quali sono le cause profonde di questo sentire pessimistico, o forse solo realistico? Per capire in modo chiaro e pulito cosa ha portato il mondo occidentale...

18 03, 2020

Libertà (non) fa rima con perdita d’identità

Di |2020-03-18T21:21:16+01:0018 Marzo 2020|Letture|

Se oggi esiste una parola tanto abusata quanto mal capita e mal interpretata, forse quella parola è “libertà”. Libertà di fare ciò che si vuole, libertà di dire ciò che passa per la testa, senza un minimo di riflessione, confronto critico e capacità di dialogare con altri nostri simili...

19 11, 2019

Quale futuro per la democrazia liberale? Tra pressioni esogene e insoddisfazioni endogene

Di |2019-11-20T11:35:20+01:0019 Novembre 2019|Letture|

Instabilità, precarietà, lentezza, ma anche capacità di autocorrezione, apertura e adattabilità al cambiamento, e dunque mobilità dei suoi contorni. Tale è pressappoco la descrizione dell’ambivalente fisionomia della democrazia liberale con cui William Galston apre e chiude il volume La minaccia populista alla democrazia liberale (Castelvecchi, 2019). Pare, infatti, non esistere altro regime politico, perlomeno finora sperimentato, che riesca a reagire, talora positivamente, altre volte negativamente, agli impulsi e agli stimoli che gli pervengono tanto dall’esterno quanto dall’interno.

10 11, 2019

Se il mito scalza la realtà. L’importanza dell’equilibrio tra pulsioni e ragione

Di |2019-11-17T13:48:39+01:0010 Novembre 2019|Letture|

L’uomo è un essere razionale, ma non può fare a meno di assecondare, almeno talvolta e almeno in parte, le proprie passioni, i propri ardenti desideri, i propri slanci momentanei. Proprio intorno a questo connubio tra ragione-passione si gioca larga parte della vita politica di una comunità. Non vi può essere, infatti, un individuo completamente ed eternamente razionale, così come un suo alter ego totalmente pulsionale. Nel primo caso verrebbe meno probabilmente lo stesso afflato vitale di una persona, con negative ricadute sulla comunità (o sulle comunità) di cui fa parte, imbolsendola; nel secondo, al contrario, è verosimile si cagionerebbe la degradazione integrale di una civiltà costruita – non nel senso di un progetto intenzionale, ma come frutto di un lento processo cumulativo, faticoso e accidentato. In altri termini, estremizzando un po’, il conflitto che ne deriva è quello tra realtà e mito o, se si preferisce, tra “essere” e “dover essere”.

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