Letture
Amelia Rosselli: la poesia tra trauma e sperimentazione
Un saggio di Francesco Brancati esplora la poesia di Amelia Rosselli, analizzando la sua ricerca tra il vissuto traumatico e l’aderenza a una forma ideale. La poetica rosselliana è caratterizzata da un io lirico forte e onnipresente, che espone un'esperienza psichica segnata dal dolore personale e storico. Brancati esamina la tensione tra il reale e l'ideale, la sperimentazione linguistica e il dialogo con la tradizione, evidenziando il suo approccio innovativo e la dialettica tra le forme classiche e l’intensità emotiva.
Stiamo davvero diventando stupidi? I libri e l’ambiente cognitivo
Negli ultimi anni si è diffusa l’idea che smartphone e social stiano erodendo la capacità di attenzione e rendendo le nuove generazioni meno capaci di pensiero complesso. Ma è davvero così? Forse è possibile una lettura diversa: più che a un declino cognitivo potremmo assistere a una trasformazione delle forme di alfabetizzazione. In un ambiente informativo dominato da media diversi — testi, video, podcast e interfacce digitali — la sfida potrebbe non consistere nello scegliere tra libri e smartphone, ma nel progettare ecosistemi cognitivi capaci di integrare strumenti diversi e favorire nuove forme di apprendimento.
Raccontarsi per esistere: identità narrativa ed etica in Paul Ricœur
Chi siamo davvero? Secondo Paul Ricœur l’identità non è qualcosa di fisso, ma prende forma nel racconto che facciamo della nostra vita. Attraverso il concetto di identità narrativa, il filosofo mostra come il Sé si costruisca nel tempo, nella tensione tra permanenza e cambiamento. Raccontarsi significa interpretare la propria esistenza e assumere responsabilità delle proprie azioni. È qui che il racconto diventa anche uno spazio decisivo per l’esperienza etica.
Quando Gentile incontrò Marx
La dissertazione con cui Giovanni Gentile ottenne nel 1897 l’abilitazione all’insegnamento nei licei rivela un momento decisivo nella formazione del suo pensiero. Un volume curato da Glauco Saffi ripropone questo testo giovanile, in cui il filosofo si confronta con il materialismo storico di Marx criticandone il determinismo economico e rivendicando l’autonomia dello spirito. L’edizione illumina così le origini della successiva elaborazione dell’attualismo e il ruolo del marxismo nel dibattito filosofico italiano di fine Ottocento.
Per una filosofia della scienza anarchica
Alberto Giovanni Biuso presenta una concezione della scienza fondata su pluralismo, libertà metodologica e rifiuto del dogma. Ispirandosi anche all’anarchismo epistemologico di Feyerabend, Biuso propone una scienza nomade e antidogmatica, inserita nel divenire della materia e del tempo. Tra cosmologia, epistemologia e critica dello specialismo, emerge una visione filosofica della conoscenza come pratica pluralista, critica e consapevole dei propri limiti. La verità non è un sistema chiuso ma un processo aperto, che attraversa tempi, prospettive e linguaggi diversi. Ne deriva una filosofia della scienza libertaria e anti-dogmatica, capace di interrogare anche il posto dell’umano nel cosmo.
Malaparte e Jünger: guerrieri disarmati, profeti disattesi
Malaparte e Jünger, coetanei e reduci della Grande Guerra, vissero il fronte come rivelazione ma ne trassero visioni opposte. Il primo, immerso nel fango delle trincee, trasformò l’esperienza in denuncia e rivolta contro generali e ideologie tradite. Il secondo, forgiato nell’acciaio dell’assalto, vide nella guerra una prova interiore, estetica e formativa. Entrambi attratti e feriti dal mito eroico, finirono ai margini dei regimi che avevano sfiorato, testimoni disincantati di un secolo violento.
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