Letture
Salvemini e il federalismo dal basso
Di fronte alle crescenti tensioni che attraversano le democrazie occidentali e alle fragilità mostrate dal sistema federale statunitense nell’era Trump, può essere utile riscoprire il pensiero di Gaetano Salvemini. Lo storico pugliese immaginava una democrazia costruita dal basso, fondata sulle autonomie locali e sulla partecipazione dei cittadini. Un modello federalista alternativo, capace di limitare l’accentramento del potere, rafforzare la coesione sociale e promuovere una prospettiva di cooperazione tra gli Stati.
L’algoritmo al posto della piazza
In "Infocrazia", Byung-Chul Han descrive il passaggio dalla democrazia fondata sul confronto pubblico a un regime dell’informazione dominato da dati, algoritmi e intelligenza artificiale. Non siamo più solo spettatori passivi, ma produttori volontari di dati: crediamo di essere liberi mentre alimentiamo nuove forme di sorveglianza e manipolazione. Una recensione per capire come la politica rischia di dissolversi nel flusso digitale.
Il pensiero politico oltre i confini dello Stato
Che cosa succede se rileggiamo i classici del pensiero politico non solo dal punto di vista dello Stato, ma anche da quello dei rapporti tra Stati? Da Machiavelli a Mazzini, il volume curato da Alessandro Campi e Michele Chiaruzzi mostra come guerra, pace, sovranità esterna, diritto delle genti e ordine globale siano parte essenziale della modernità politica.
Mafia, lavoro e potere: alle origini della Questione Meridionale
"La Sicilia nel 1876" di Franchetti e Sonnino è uno dei testi fondativi della Questione Meridionale. Nato da un’inchiesta privata condotta nell’isola, analizza mafia, violenza, assenza dello Stato, contratti agrari e miseria contadina. Un’opera dura, empirica e scomoda, capace di mostrare come illegalità, potere e disuguaglianza fossero già intrecciati nella Sicilia post-unitaria.
Quando la letteratura pensa il mondo
La grande letteratura non si limita a raccontare: pensa, interpreta, educa. A partire da un collettaneo curato da Flavio Felice, il testo attraversa Leopardi, Manzoni, Cooper, Dostoevskij, Camus, Orwell, Huxley e Wallace per mostrare come il romanzo possa ancora essere luogo di conoscenza filosofica, politica e morale, contro la deriva postmoderna della narrativa ridotta a intrattenimento e microstoria.
Manna e “La casa di Napoli”: tra pace e guerra
In "La casa di Napoli", Gennaro Manna rilegge, attraverso la figura di Giovanni Sermonti, il destino di un uomo segnato dalla memoria, dalla perdita, dalla libertà e dalla storia. Tra echi crociani, fede, antifascismo e riflessione sulla guerra, il romanzo diventa un’indagine profonda sull’incompiutezza dell’esistenza e sulla scelta decisiva tra verbum e ferrum, tra pace e violenza.
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