Trump, l’antioccidentalista che sputa sul suo piatto
È tutto un
L’Europa deve scegliere tra ritorno agli Stati nazionali e fuga federalista? Il dilemma è forse mal posto. Partendo da una recente riflessione di Giovanni Orsina, l’articolo sostiene che gli Stati restano il luogo essenziale della politica democratica, ma che proprio per questo occorre rafforzare una costruzione sovranazionale capace di agire in politica estera, difesa, industria e fisco. Non uno Stato europeo che cancelli le nazioni, ma una federazione di Stati-nazione.
Un saggio molto discusso sul rapporto tra immagini, identità e comunità nell’Europa contemporanea. A partire dal ruolo simbolico dei miti e delle rappresentazioni collettive, il testo riflette sulla crisi del senso storico, sulla frammentazione sociale e sul concetto di “remigrazione” proposto da Martin Sellner, interrogandosi sul futuro europeo tra memoria, appartenenza e trasformazione.
Ma può esistere un'anima europea?
Il cristianesimo non può fare a meno dell’Europa, perché non può fare a meno dell’universalismo della ragione di Atene, sebbene non sia ovviamente riducibile a questo
La colonisation française de la péninsule indochinoise a commencé en 1858 sous le Second Empire de Napoléon III
Oggi l’Europa dispone di consolidate, anche se imperfette e incompiute, istituzioni politiche e può avviare un progetto di difesa comune che escluda o contenga al mimino il riarmo e può assumere un’iniziativa diplomatica per concorrere al massimo alla distensione e alla pace. Ma occorre volerlo
Intervista a Zeffiro Ciuffoletti
A proposito di difesa comune europea
28 febbraio 2025, Studio Ovale: il trumpismo si conferma la malattia senile dell'estremismo in contesto democratico che, se privato dei correttivi liberali, degenera in demagogia