Giuseppe Lubrino (1990) ha conseguito Laurea Magistrale in Scienze Religiose con indirizzo pedagogico-didattico nel 2017 presso la Pontificia facoltà teologica dell’Italia Meridionale all’Issr. “G. Duns Scoto” di Nola-Acerra.  Ha discusso una dissertazione scritta dal titolo L’Educazione nel pensiero di Joseph Ratzinger. Una pedagogia del cuore. Attualmente insegna Religione Cattolica presso la Scuola Secondaria di secondo grado: “Iti.Marconi-Galilei” a Torre Annunziata (Na). Appassionato di Teologia biblica, approfondisce i suoi studi sul pensiero e l’opera di J. Ratzinger e sulla paideia cristiana.

Recensione: D. Candido, Crescere con Dio (dinamiche educative nella Bibbia), Città Nuova, Roma 2020, pp. 104, € 15,00.

Il noto biblista Dionisio Candido ci presenta nella sua opera la relazione asimmetrica tra il Dio Maestro e il popolo discepolo. Tale relazione, nel corso della storia della salvezza narrataci dalla Bibbia, ha conosciuto diverse fasi: regressiva, progressiva, altalenante per quanto concerne la maturazione e lo sviluppo della fede. Tuttavia, essa poggia su un punto fermo e stabile: la fedeltà di Dio alle sue promesse e il fermo proposito che Egli ha di allevare, condurre, elevare il popolo dei credenti sui sentieri della crescita umana e spirituale.

Detto questo, si rileva che nel rapporto Dio-umanità la Sacra Scrittura, non poche volte, ha posto in auge la problematicità di tale relazione ma non ha mancato e non manca di indicarci la valenza educativa e salvifica che essa comporta per la vita dell’umanità di ogni tempo. È a partire da questa prospettiva che l’Autore pone in evidenza le caratteristiche squisitamente pedagogiche della relazione tra Dio e il suo popolo:

Il termine pedagogia, dal greco pais, “fanciullo”, e agô, “condurre”, rimanda alla figura di un maestro che guidi l’inesperto attraverso i sentieri della vita. Con il termine educazione, dal latino ex, “da”, educere, “portare”, si indica poi quanto l’educando ha già in sé e che attende di poter emergere. L’educazione è dunque un processo complesso, che richiede da una parte una guida e dall’altra una assimilazione costante e progressiva per portare frutto a suo tempo (p. 13).

Il Dio Pedagogo con il suo insegnamento e con la sua Parola nobilita ciò che di buono è in ogni essere umano così da rendere la persona più consapevole e più matura circa il senso della vita. L’azione educante di Dio si configura nel cuore dell’uomo come un supporto efficace perché egli possa sviluppare pienamente tutte le potenzialità di cui dispone. I credenti devono poi  svolgere un’azione di interiorizzazione e assimilazione nella propria interiorità degli insegnamenti ricevuti. L’agiografo sacro della Lettera agli Ebrei nel Nuovo Testamento ci presenta Gesù Cristo come l’archêgos (Colui che avvia) il processo di educazione alla fede e il teleiôtês (colui che porta a compimento) tale itinerario. Così come apprendiamo dal libro dell’Apocalisse Gesù è l’alfa e l’omega, il primo e l’ultimo, dunque, il centro entro cui si avvia, si svolge e si conclude l’ intero percorso di maturazione dei credenti nella fede. Alla luce di ciò, potremmo dire che il fine della pedagogia divina, da come emerge dagli scritti del Nuovo testamento, è la piena configurazione dei credenti in Gesù Cristo Maestro divino e Signore.

Tra l’Alfa e l’Omega, tra il Principio e il Compimento, c’è tutto l’alfabeto della fede. […] Dalla condizione di neonati e di principianti a quella di adulti e perfetti in Cristo, la vita secondo lo Spirito conosce tutte le tappe e i tempi della crescita e dello sviluppo (1 Cor 2, 6.14-16; 3, 1-4; 14, 20; Fil 3, 15; Col 1, 28; 1 Ts 2, 7-11; 1 Pt 2, 1-3). E poiché si tratta di un dinamismo dello Spirito, e non della carne e della psiche, lo sviluppo non è assicurato dal decorrere del tempo naturale, ma dalla libertà consenziente alla grazia dello Spirito, e non siamo nemmeno tranquillamente garantiti contro un rischio di regressione infantile (Eb 5, 11 – 6, 6) [pp. 23-24].

L’Autore ci ravvisa, quindi, che la relazione educativa tra Dio Maestro e il Popolo discepolo corre il rischio di essere minata nelle sua fondamenta dalla Libertà umana la quale, può aprirsi o chiudersi all’azione della grazia salvante di Dio. Il professore Candido si propone con questo testo di offrire ai credenti un itinerario di formazione e crescita nella fede, non è un libro che suscita la fede ma vuole essere un testo che aiuta a sviluppare nei credenti una prospettiva di fede più adulta, matura, consapevole e responsabile. Tale opera si propone di rintracciare i dinamismi educativi che il Dio della Rivelazione giudeo-cristiana pone in essere ai fini di far crescere il suo popolo nella fede. Prima caratteristica della relazione tra il Dio Maestro e il popolo discepolo che l’autore pone in evidenza è l’amicizia. A partire dalla Torah nell’Antico Testamento si può intercettare tale caratteristica: dopo la caduta dei progenitori Adamo ed Eva per un atto di sfiducia nei confronti del Signore egli dona loro una tunica perché possano coprirsi. Parimenti, Caino dopo aver commesso il delitto di fratricidio nei confronti di Abele, Dio gli pone un segno nella “carne” perché chiunque lo incontri non leva la sua mano contro di lui. Nel libro dell’Esodo gli israeliti edificano un vitello d’oro commettendo con ciò il peccato di idolatria e Mosè preso dall’ira rompe le tavole della Legge, Dio li riscrive perché vengano riconsegnate nuovamente. Tali gesti vengono interpretati dal nostro autore come un atto educativo di Dio nei confronti del popolo affinché apprenda sempre meglio la sua Parola e divengono espressione della comprensione, dell’empatia e della misericordia di Dio verso l’umanità in cammino sui sentieri della crescita nella fede e nella vita.

Un secondo aspetto che viene posto in risalto è l’accondiscendenza di Dio e ciò lo si rileva in particolar modo nel libro dell’Esodo:

Gli Israeliti gemettero per la loro schiavitù, alzarono grida di lamento e il loro grido dalla schiavitù salì a Dio […]. Dio ascoltò il loro lamento, Dio si ricordò della sua alleanza con Abramo, Isacco e Giacobbe. Dio guardò la condizione degli Israeliti, Dio se ne diede pensiero (Es 2, 22-25).

Il Dio pedagogo si dà pensiero per suoi se ne assume la cura e si offre quale risoluzione alla loro causa di salvezza. Il Dio della Bibbia è un Dio profondamente empatico: ascolta, osserva, ricorda, agisce nei confronti del suo popolo Israele. Da tali azioni di Dio possiamo desumere che la relazione educativa che egli stringe con l’umanità è marcatamente accondiscendente e la preghiera in tale contesto svolge una funzione sublime ed emblematica. In tale contesto il nostro autore annota che il periodo più florido dal punto di vista educativo nel racconto dell’esodo è il pellegrinaggio di Israele nel deserto:

In effetti, è stato il deserto il luogo in cui la pedagogia divina ha potuto mostrare davvero tutta la sua portata. Israele infatti non è stato soltanto liberato dalla schiavitù d’Egitto: è soprattutto sopravvissuto ed è cresciuto interiormente nel deserto, mentre Dio lo nutriva, lo guidava e lo proteggeva (cf. Dt 8, 11-16; Ne 9, 15.20-21). (D. Candido, “Crescere con Dio: dinamiche educative nella Bibbia, Città Nuova 2020, p. 246).

Il testo, evidenza molte altre caratteristiche della relazione educativa Divino-umana come la tolleranza di Dio nei confronti dei discepoli manchevoli, la sincronizzazione, i luoghi dell’incontro tra il divino e l’umano nonché il disturbo e l’antinomia. Infine, sottolinea in più passaggi che il dato caratterizzante della Relazione tra il Dio Maestro e il popolo discepolo è che tale rapporto è cercato, voluto da Dio stesso essendo frutto esclusivo della sua bontà e della sua compassione immensa con la condizione umana. In più occasioni, infatti, il popolo di Israele è paragonato ad una pianta nel deserto destinata ad appassire, ma Dio interviene nella sua storia elevando, purificando e salvando le sue sorti. Dio cerca l’uomo e lo invita alla relazione con sé per educarlo circa il senso della vita. Di tali acquisizioni le pagine bibliche sono una testimonianza preziosa e fondante. Questo libro si rileva uno strumento utile ed efficace per un pellegrinaggio all’interno della terra Biblica ricca di “latte e miele” per coloro che hanno fame e sete della conoscenza della verità.

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