Giusy Capone insegna Lingua e cultura greca e Lingua e cultura latina dal 1998; è redattrice della Rivista culturale bilingue registrata "Orizzonti culturali italo-romeni"; si occupa delle pagine culturali di diversi portali dell'area Nord di Napoli; collabora con l'Istituto di Mediazione linguistica di Napoli; cura un blog letterario.

Recensione a
S. Scrima, L’arte di sfasciare le chitarre. Rock e filosofia
Arcana Edizioni, Roma 2021, pp. 112, €13.00.

Rock e filosofia: binomio stravagante, bizzarro e strampalato?

Stefano Scrima ritiene che si seducano in un corteggiamento tacito e tosto, che si attraggano; così,  ne celebra il matrimonio: Eraclito e Jimi Hendrix, Platone ed i Doors, Diogene ed Iggy Pop, Schopenhauer ed i Nirvana, Nietzsche ed i Queen.

I filosofi speculano ed i rocker spaccano i timpani. Dionisiaco ed apollineo si fanno groviglio, irrazionale e razionale divengono nodo, caos ed ordine divengono un intrico di sovversione  oscena e pacata meditazione.

Quali sono le affinità elettive? Rock e Filosofia hanno fame di scoprire ed analizzare il reale, non si saziano di ciò che viene asserito come “giusto” e “sbagliato”. Ambedue pongono domande e riflettono sul mondo e sull’essere umano; indagano sul senso dell’essere e dell’esistenza umana.

Entrambe sono forme di liberazione e strumenti funzionali all’affermazione del sé autentico, mediante il vaglio critico dei vincoli istituzionali e dei valori tradizionali.  L’uno e l’altra sono energici ed efficienti motori dell’immaginario umano, di cui attivano la spirale dialettica, la sfida intellettuale in una sempre nuova sperimentazione espressiva.

Usano un’arma infallibile per mirare dritto al cuore del dato universale, bombardano lo status quo, ampliano il fronte del possibile, scavano a mani nude nelle nostre carni, deflagrano il mondo oltre gli angusti spazi accordati dal ritmo del banale quotidiano, ci graffiano, ci schiaffeggiano, ci scuotono e ci lasciano lividi.

We Will Rock You, cantavano i Queen! Una scossa alla norma, talvolta ipocrita ed accettata a capo chino. Uno squarcio all’apparenza ed il reale brilla. Clash palpita e David Bowie pulsa: no dopo Socrate, non siamo diventati tutti nichilisti! Il rock apre una crepa nel pensiero prevalente fino all’atto iconico di sfasciare le chitarre: manifestazione plastica della rottura filosofica del rock con la narrazione dominante, con le convenzioni sociali,  con il consumismo ed conformismo. È controcultura! Dimostrazione di collera, colpo di teatro, performance, miscela di frustrazione ed  insicurezza? No. Signore e Signori: sacrificio rituale.

Il libro di Scrima è un testo eccitante per amanti del rock che desiderano approfondirne la filosofia e per amanti della filosofia che già sapevano di quanto questa fosse intimamente rock.

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