Quando il potere maneggia clausole generali
Recensione
Recensione
Gustav Radbruch (1878-1949), poco noto in Italia, è considerato uno dei più grandi filosofi del diritto tedeschi del XX secolo.
Pubblicato nel 2021, il libretto che oggi commentiamo conclude la pluridecennale, ragguardevole sequela delle opere monografiche di Paolo Grossi (1933-2022).
Ma legalità significa diritto? Come si pone il diritto nei confronti del dato positivo formale e delle procedure di legislazione? Le irte pagine di Mancuso, di difficile lettura, dal periodare complicato e contrassegnate da evocazioni e assonanze, possiedono tuttavia un loro fascino perché cercano di...
"La teoria del potere costituente" di Costantino Mortati (1891-1985) si impose alla riflessione giuridica (e in senso lato politica) di quegli anni come uno degli apporti più ludici e originali e ricchi di origine.
«O impariamo dalla tragedia greca a leggere la storia dell’uomo, o non impareremo mai a leggerla», scriveva Nicolás Gómez Dávila nei suoi Escolios. Potremmo specificare il brillante aforisma includendovi anche la storia del potere e del diritto degli uomini...
Il saggio di Elena Scarso, conciso e chiaro, offre una intelligente introduzione allo studio della cruciale dicotomia amicus/inimicus, con un addentellato interessante riguardo la forma ultima – il terrorista – assunta dal nemico. Espositivo, per il tema...
I tre capitoli del volume (L’intellettuale? Origine e evoluzione; Quello strano legame tra politica e cultura; Intellettuali dallo scrittoio al virtuale) potrebbero costituire ognuno un saggio a sé, sia per la molteplicità delle analisi proposte e sia per il gran numero di riferimenti ad autori e studiosi...
«In questa primavera moscovita ci sia permessa una speranza: che la libertà finalmente sbocci nel ricco, fertile terreno della vostra civiltà». Correva il 31 maggio 1988 e il Presidente Ronald Reagan stava tenendo un commosso discorso di esaltazione delle libertà agli studenti dell’Università Statale di Mosca...
Adorata dai liberisti e dagli anticomunisti, dai patrioti e dagli euroscettici; odiata dagli statalisti e dai socialisti, dagli internazionalisti e dagli europeisti. E ancora: considerata una icona del ceto medio imprenditoriale e una bestia nera del sindacalismo...