Roberto Esposito e il fascismo come “macchina metafisica”
Il filosofo Roberto Esposito interpreta il fascismo come una “macchina metafisica” capace di generare consenso unendo opposti: rivoluzione e tradizione, ordine e anarchia, vita e morte. Questa logica totalizzante ingloba e svuota le ideologie rivali, trasformandole in un sistema contraddittorio ma potente. Il fascismo emerge così non solo come fenomeno storico, ma come dinamica profonda del potere, ancora oggi capace di esercitare attrazione e inquietudine.


