Recensione a L. Pellicani, Le rivoluzioni: miti e realtà

Lorenzo Morelli (1988) ha svolto i suoi studi a Roma presso la Luiss Guido Carli, dove nel 2012 si è laureato in Scienze Politiche. Nel 2013 ha ottenuto un dottorato di ricerca in Political History presso la Scuola Imt Alti Studi di Lucca e nel 2017 ha conseguito il titolo di Ph.D. Nel 2017/2018 ha ricevuto una borsa di ricerca all’Istituto Italiano per gli Studi Storici di Napoli ed è stato membro della commissione di valutazione del Concorso di Storia Contemporanea Milena Rombi. Nel 2019 ha ottenuto un assegno di ricerca dal Museo delle Culture di Lugano. Giornalista pubblicista, è autore di articoli scientifici e divulgativi sul pensiero politico moderno e contemporaneo.

I libri di Luciano Pellicani hanno una qualità tipica della saggistica anglosassone: quella di coniugare la ricchezza e il rigore della documentazione, propri di un’opera accademica, con una stesura limpida e scorrevole. Le rivoluzioni: miti e realtà non fa eccezione e dalle sue pagine, dense di suggestioni e rinvii alla letteratura storico – filosofica internazionale, emerge in modo inequivoco il pensiero dell’autore. Si tratta, peraltro, di contenuti in piena continuità e consonanza con le opere precedenti di Pellicani e con il suo copioso corpus saggistico. Rinunciando a una rendicontazione diffusa e circostanziata degli eventi, Pellicani assume che il lettore abbia una padronanza della storia
moderna e contemporanea tale da consentirgli di seguirlo nella sua ricostruzione del ruolo archetipale della rivoluzione come potenza demiurgica della storia. Un mito potente a cui, di volta in volta, diversi gruppi sociali si sono aggrappati come alla corda che li tirasse fuori dal baratro della marginalità sociale e dell’anomia valoriale…

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