L’ultimo discepolo di Rousseau. John Rawls visto da Robert Nisbet

Professore di Storia delle dottrine

Spartaco Pupo (1974): insegna Storia delle dottrine politiche all’Università della Calabria. Fa parte del comitato scientifico della rivista «Il Pensiero Storico». È fondatore e direttore di Oikos- Centro Studi sul Noi Politico. È studioso di David Hume, del quale ha tradotto tutti gli scritti politici, pubblicati per la prima volta
integralmente in edizione italiana: Libertà e moderazione. Scritti politici (Soveria Mannelli 2016). I suoi studi su Hume sono stati recentemente tradotti in lingua inglese da Mimesis International. È membro della Hume Society e autore di volumi e saggi sul pensiero politico liberale e conservatore. Tra le altre sue numerose
pubblicazioni: Robert Nisbet e il conservatorismo sociale (Sesto San Giovanni 2012); Libertà è conservazione. Robert Nisbet e la critica al progressismo (Roma 2016).

Abstract
This essay focuses on Robert Nisbet’s criticism of John Rawls, which has so far been little investigated in political studies. While recognizing the innovative nature of his ethical-political theory, Nisbet, from a conservative perspective, considers Rawls as the last of Rousseau’s disciples, not only for his contractarianism, but above all for his cult of egalitarianism. Rawls, concludes Nisbet, following Rousseau’s example, conceives equality as the foundation of a real philosophy of history and an idea of centralized government, which is typical of modern political rationalism.

Keywords: Nisbet, Rawls, Rousseau, Egalitarianism, Political Rationalism.

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