Circa Gianfranco Andorno

Gianfranco Andorno (1937), da bambino ha vissuto a Genova i tragici eventi della guerra, che ricorda intensamente. Giovanissimo vanta articoli su “Il Borghese” di Leo Longanesi. Conserva una lettera di Gianna Preda che si complimenta e lo incoraggia.  Poi si adegua ai dettami delle avanguardie e partecipa al “funerale” della parola scritta. Opta per le immagini che ritiene più immediate: la fotografia (Popular Photografy ecc.) e la pittura (Flash Art). Mostre a Milano 1998, Art Innsbruck 1999. Infine, ha un ripensamento e ritorna alla scrittura. Con il primo libro Le stagioni dell’inganno raccoglie il Fiorino d’Oro a Firenze. Altri libri premiati: Prima che il buio (Cinque Terre Golfo dei Poeti); Il falò dell’io (terzo premio Lord Byron Porto Venere 2022). Il suo slogan è: “Scrivo storie che non sono storie”.

 

Malaparte e Jünger: guerrieri disarmati, profeti disattesi

Malaparte e Jünger, coetanei e reduci della Grande Guerra, vissero il fronte come rivelazione ma ne trassero visioni opposte. Il primo, immerso nel fango delle trincee, trasformò l’esperienza in denuncia e rivolta contro generali e ideologie tradite. Il secondo, forgiato nell’acciaio dell’assalto, vide nella guerra una prova interiore, estetica e formativa. Entrambi attratti e feriti dal mito eroico, finirono ai margini dei regimi che avevano sfiorato, testimoni disincantati di un secolo violento.

Di |2026-03-02T17:03:23+01:002 Marzo 2026|Letture|

Le radici del socialismo nell’Italia unita. Mazzini, Bakunin, Marx e le dispute al capezzale de la Comune

Autunno del 1870. Giuseppe Mazzini, rinchiuso nella fortezza di Gaeta, così celebra la presa di Roma: “… Io ho creduto di evocare l’anima dell’Italia e non mi vedo innanzi che il cadavere.” La breccia di Porta Pia è una sconfitta del suo Partito d’Azione in quanto assente. Sembra un paradosso ma è profondamente amareggiato...

Di |2026-02-20T21:10:19+01:009 Febbraio 2026|Letture|
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