Giuseppe Lubrino (1990) ha conseguito Laurea Magistrale in Scienze Religiose con indirizzo pedagogico-didattico nel 2017 presso la Pontificia facoltà teologica dell’Italia Meridionale all’Issr. “G. Duns Scoto” di Nola-Acerra. Ha discusso una dissertazione scritta dal titolo L’Educazione nel pensiero di Joseph Ratzinger. Una pedagogia del cuore. Attualmente insegna Religione Cattolica presso la Scuola Secondaria di secondo grado: “Iti.Marconi-Galilei” a Torre Annunziata (Na). Appassionato di Teologia biblica, approfondisce i suoi studi sul pensiero e l’opera di J. Ratzinger e sulla paideia cristiana.
Lo scorso venticinque aprile si è tenuto a Roma, presso la Sala Nervi, il terzo meeting nazionale degli insegnamenti di Religione Cattolica: “Il cuore parla al cuore”, tratto dal pensiero del compatrono dell’educazione, San John Henry Newman. Il sottoscritto, assieme ad altre circa seimila persone, è stato presente all’udienza con Papa Leone XIV. È stata un’esperienza altamente formativa, che ci ha fornito uno spazio e un’opportunità inedita per poter riflettere sul nostro ruolo all’interno della Scuola, della comunità ecclesiale e della società. Rifacendosi alla recente nota pastorale della CEI sull’IRC ha affermato che la dimensione religiosa «è un elemento costitutivo dell’esperienza umana e non può essere marginalizzato nel processo formativo delle nuove generazioni» (CEI, Nota pastorale L’insegnamento della religione cattolica: laboratorio di cultura e dialogo, 11 dicembre 2025).
Facilitare nei discenti, soprattutto per quanto concerne la secondaria di primo e secondo grado d’istruzione, lo sviluppo e l’acquisizione del pensiero critico è indicato come compito fondamentale per il docente di Religione, oggi, in un contesto socio-educativo complesso e multiculturale. Puntare sulla credibilità personale e professionale fa del docente di IRC un punto di riferimento all’interno dell’istituzione scolastica per studenti, colleghi e personale scolastico. Il docente di Religione esprime la “cura” e la “premura” pastorale della Chiesa. C’è bisogno di “attrezzarsi” per fare di questa disciplina un “ponte” tra fede e ragione, dimensione religiosa e cultura, memoria storica e cittadinanza attiva. Pertanto, il docente è invitato a riscoprire l’importanza della dimensione dialogica, a costituire con la sua azione didattica uno “spazio di ascolto” autentico, per traghettare le nuove generazioni verso la passione per la ricerca della verità. Particolarmente significativo è stata la visione del cortometraggio realizzato da More Production e Rai Cinema “L’Ora libera”, dedicato all’insegnamento della Religione Cattolica all’interno delle Scuole italiane. La pellicola affronta il dramma di uno studente liceale, Filippo, il quale soffre perché la madre è malata terminale. Il giovane in crisi esistenziale si scontra e poi confronta con il docente di Religione, il quale, più che fornire al giovane risposte di circostanza e preconfezionate, mediante l’utilizzo della lezione dialogica e, partendo da esperienze personali concrete, fa comprendere allo studente e con lui alla classe che l’IRC favorisce negli studenti la capacità di porsi delle domande più che ricevere delle risposte e a partire da queste li aiuta ad esplorare il mistero della vita. Pertanto, le domande di senso: chi sono? Quale è lo scopo della mia vita? Perché la sofferenza (dei giusti), la morte? Soggiacciono alla base della disciplina di IRC che attraverso un percorso strutturato e mirato vuole accompagnare i giovani a conoscere quale è la prospettiva cristiana attraverso cui si può interpretare e decodificare il reale e apprendere come affrontare i temi che da sempre caratterizzano l’esperienza umana sulla terra. In altri termini, il messaggio salvifico contenuto nel Vangelo è fonte di piena ed autentica umanizzazione. L’arte del buon vivere, la capacità e l’abilità di discernere il bene dal male, compiere scelte costruttive per la propria vita, comprendere il mistero della vita e della morte e riflettere sul senso della sofferenza sono argomenti pertinenti alla Religione cattolica a scuola. Il tema dell’interiorità scoprire chi sono e come meglio posso relazionarmi a me stesso, agli altri e a Dio. Continua Papa Prevost: «Carissimi, la verità passa attraverso le persone, e per i vostri studenti tali persone siete anche voi, chiamati a farvi maestri credibili perché innamorati di Dio e di loro, a trasmettere valori, senza protagonismi né moralismi, a offrire sguardi che risollevano e ad essere testimoni di quella coerenza umile e vicina che rende cari e desiderabili anche i contenuti più impegnativi. I vostri alunni non hanno bisogno di risposte preconfezionate, ma di vicinanza e onestà da parte di adulti che li affianchino con autorevolezza e responsabilità, mentre affrontano le grandi domande della vita».
Il docente di Religione deve munirsi di competenze didattiche e pedagogiche ma al tempo stesso non può e non deve smettere di coltivare la fede attraverso lo studio e l’approfondimento del Vangelo. Allo stesso tempo il docente di IRC è tenuto a scoprire nella sua professione una vera e propria “vocazione missionaria”, non intenta a fare proseliti o catechismo ma capace di generare umanità e speranza. Papa Leone XIV, peraltro, ha invitato gli IdR, citando la lettera apostolica “Disegnare Nuove mappe di Speranze”, a diventare dei veri e propri coreografi della Speranza. Questa immagine ricca di simbolismo cristiano e intensa rende bene l’idea di quale deve essere il ruolo e la funzione del docente di Religione nella scuola. Molti giovani, infatti, appaiono non di rado incapaci di immaginare un futuro sostenibile. Spesso sono come bloccati nel loro percorso di crescita personale e ciò a volte anche a causa di problemi familiari. Ora fornire loro una direzione e un accompagnamento è compito del docente di Religione. Mostrare agli studenti la ricchezza artistica, letteraria e culturale del Cristianesimo che è alla base della cultura italiana ed europea è particolarmente importante per presentare loro valori autentici e condivisibili come la pace, la solidarietà, la libertà e la fraternità. Ciò allo scopo di risvegliare la coscienza, educare al bene e formare cittadini consapevoli e responsabili. Ciò perché essi, opportunamente formati e coltivando una logica di aggiornamento permanente, possano diventare dei veri e propri artigiani nella società della pace e della legalità. L’ora di Religione, in definitiva, vuole e deve essere uno spazio in cui non sono i discenti ad essere interrogati ma possono loro interrogare il docente; un’occasione di incontro, accoglienza, ascolto e confronto sulle sfide che attraversano la società odierna. Un vero e proprio laboratorio di cultura e di senso. Il messaggio del Vangelo possiede una “forza trasformativa” tale da tutelare la dignità della persona umana e aiutare i giovani a crescere e formarsi nel bene, nella verità e nella giustizia.
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