Orazio Maria Gnerre (1993) è laureato in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, ed in Politiche Europee e Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze Politiche ("Legalità, Culture Politiche e Democrazia") presso l’Università degli Studi di Perugia. Autore di vari libri e saggi scientifici, tra i quali Prima che il mondo fosse. Alle radici del decisionismo novecentesco (Mimesis, Milano/Udine 2018), tradotto e pubblicato anche in lingua portoghese; Dialogo sul conflitto (Editoriale Scientifica, Napoli 2019) scritto insieme a Gianfranco La Grassa; Materiali. Reinterpretare la Rivoluzione conservatrice (Editoriale Scientifica, Napoli 2021); Nihil medium. Carl Schmitt tra passato e futuro (Morlacchi, Perugia 2024); Conflitto e strategia. Il realismo critico di Gianfranco La Grassa (Editoriale Scientifica, Napoli 2025), scritto insieme a Piotr Zygulski.

Recensione: J.A. Davis, Napoli e Napoleone. L’Italia meridionale e le rivoluzioni europee (1780-1860), Rubbettino, Soveria Mannelli 2014, pp. 576, € 29,00.

Il testo qui recensito dello storico inglese John Davis è, seppure non recente, di profondo interesse per chi voglia occuparsi della storia dell’Italia moderna e contemporanea, rintracciando determinate radici dei suoi sviluppi successivi nel periodo storico già delimitato nel sottotitolo. Professore emerito a Oxford, gli studi di Davis si concentrano precipuamente sul Paese mediterraneo e ne tracciano le linee storiche che hanno condotto a determinati assetti di potere, così come la funzione geografico-politica che l’Italia rivestiva e riveste all’interno dello scenario mediterraneo ed europeo. Il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo, anche prima della sua costituzione come Stato nazionale unitario, è di primaria importanza anche in questo volume, e risente specificamente del punto di vista diremmo “geopolitico” anglosassone. L’attenzione riservata infatti al Regno delle Due Sicilie da parte del professore di Oxford è di grande rilievo all’interno del panorama politico di tutta la Penisola, proprio in funzione del suo particolare collocamento geografico. In effetti, la linea del confine della competizione tra il Regno Unito e l’Impero napoleonico, nel determinato periodo storico analizzato dal volume in questione, è passata anche per l’asse Napoli-Palermo, come evidenziato in questa ricerca.

Non solo però la questione geopolitica guida lo studio condotto da Davis, quanto anche il ruolo che Napoli ha avuto nell’unificazione italiana e nel successivo sviluppo del Paese. In tal senso, lo storico anglosassone si confronta anche con il punto di vista italiano sulla questione meridionale, tenendolo presente ed aprendo un proficuo dialogo tra un’impostazione di carattere politico-internazionale ed economico-produttiva e quella “interna” sviluppata da vari autori, da Croce a Gramsci. Il confronto con queste due intellettualità italiane, infatti, rimane uno dei nerbi dell’opera intera, che vuole prendere in esame le teorie italiane stesse sul sottosviluppo o lo sviluppo tardivo del Meridione del Paese, mettendole a confronto con la questione internazionale ed il contesto europeo in generale, e quello finanziario italiano in particolare. Emergono quindi particolari condizioni economico-produttive che, malgrado le loro specifiche strutturazioni, secondo Davis non erano molto diverse da quelle degli altri Stati italiani.

Tutta una serie di elementi, secondo l’Autore, hanno concorso ad una particolare catena di eventi che hanno condotto l’Italia al Risorgimento e questi ultimi sarebbero da rintracciarsi più nella dimensione politica che in quella economica. La questione che sembra aprirsi, rispetto al problema nazional-unitario, è quella della fitta rete di relazioni internazionali, così come del posizionamento del Regno delle Due Sicilie in uno scenario europeo di guerra tra grandi potenze. L’influenza che la Francia, come l’Inghilterra, hanno giocato negli affari del Meridione d’Italia è proprio ricondotta ad una fase storica specifica, che è quella che si è aperta con le guerre napoleoniche.

La relazione di Napoli con Napoleone, e viceversa, è indagata attraverso una scansione storica in cui si avvicendano tutti i cambi di potere e le successioni governative. Queste ultime sono descritte attraverso l’occhio francese così come quello del popolo. L’intera vicenda del Regno delle Due Sicilie nella fase napoleonica è così ricostruita all’interno di una prospettiva più ampia, che tenta di inserire le riforme politiche e amministrative fatte dai francesi così come dai Borbone all’interno di un quadro di modernizzazione europea generale, al quale più o meno si aderiva. Interessante, in tal senso, è la diffusione dell’Autore sulla continuità tra governi borbonici e bonapartisti e poi ancora borbonici rispetto alla mutazione dei rapporti tra Stato e Chiesa, tra autorità centrale e periferica, rispetto al contadinato, e così via.

Altrettanto interessanti sono comunque gli studi e gli approfondimenti sulle dimensioni ideologiche risvegliate dal conflitto politico, e sull’uso delle credenze e di quali nello specifico da parte delle fazioni in lotta. La storia del rapporto conflittuale e/o cooperativo tra Napoli e la Francia diviene, in questo testo, anche una storia della conflittualità e delle forme che essa ha assunto. Quest’ultima è indagata con particolare attenzione anche e soprattutto attraverso gli uomini che l’hanno condotta e alimentata. Tutto questo, va ribadito, si pone in uno studio più generale sul Sud italiano all’interno del panorama politico, istituzionale ed economico peninsulare. La riflessione di Davis, che si espande dallo studio storico, si proietta infatti sull’Italia contemporanea, fino al secolo breve, dimostrando determinate linee di tendenza storiche che, manifestandosi nel periodo storico da lui approfondito, si sono poi proiettate sul futuro. L’opera risulta quindi di grande interesse per gli studi storici come per quelli politici, mettendo sotto una luce particolarmente interessante il Meridione italiano rispetto ad un assetto politico internazionale e ad eventi di ampiezza continentale.

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